L’Italia deve abolire definitivamente la psichiatria coercitiva – Gli attivisti per i diritti umani chiedono riforme concrete

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L'Italia è sotto pressione dopo una sentenza storica sulla psichiatria coercitiva. La Corte costituzionale italiana ha abrogato alcune parti della legge sul ricovero coatto. Ciononostante, il ricovero involontario rimane consentito. Organizzazioni per i diritti umani come CCHR, Antigone, Amnesty International Italia, Forum Salute Mentale e Basaglia-Netzwerke chiedono la completa abolizione delle misure coercitive e la creazione di alternative basate sui diritti umani. Le organizzazioni per i diritti umani parlano di “frode nell'etichettatura” e chiedono la completa abolizione della psichiatria coercitiva.

Richiesta l'abolizione totale dei ricoveri coatti

In futuro, le persone interessate dovranno essere informate, rappresentate da un avvocato e ascoltate prima che un giudice confermi un ricovero coatto.

Le organizzazioni per i diritti umani accolgono con favore questi miglioramenti, ma avvertono: i trattamenti coatti rimangono una grave violazione della dignità, dell’autodeterminazione e delle norme internazionali in materia di diritti umani.

«L’idea che una persona possa essere ricoverata in ospedale e sottoposta a trattamento farmacologico solo perché la pensa in modo diverso è arcaica», afferma Ivan Arjona, rappresentante della Chiesa di Scientology presso le istituzioni europee e le Nazioni Unite.

Organismi internazionali come la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, l’OMS e il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite chiedono da anni il divieto totale di contenzione, isolamento e somministrazione forzata di farmaci. Queste misure sono traumatiche, pericolose per la vita e violano i diritti fondamentali.

L'Italia sotto pressione

L’Italia deve ora approvare una nuova legge che crei offerte di aiuto volontarie, vicine alla comunità e basate sui diritti umani.  Senza una chiara volontà di abolire la coercizione, il sistema rimarrebbe basato su meccanismi di controllo obsoleti.

Perché la Chiesa di Scientology e gli scientologist si impegnano a favore della CCHR?

Nella professione di fede della Chiesa di Scientology, l’uomo è inteso come essere spirituale.

Pertanto, gli scientologist rifiutano i “trattamenti” fisici e chimici, come la contenzione, l’isolamento, gli elettroshock, le operazioni al cervello (lobotomie) e le cure farmacologiche forzate. Questi non sono cure per lo spirito, ma violazioni dei diritti umani.

Maggiori informazioni sul Comitato dei cittadini per i diritti dell'uomo (CCDU)

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